Domande Frequenti (FAQ) – Separazioni

Che cos’è la separazione personale tra i coniugi?

Con la separazione legale i coniugi non pongono fine al rapporto matrimoniale, ma - a causa di "fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza" - ottengono l'autorizzazione dal Giudice di vivere separati, nell'attesa di una riconciliazione ovvero di un provvedimento di divorzio o di cessazione degli effetti civili del matrimonio. Fino a quest'ultima pronuncia (divorzio), permangono quindi tutti gli altri diritti e doveri derivanti dal matrimonio. Si tratta dunque di una fase di attesa: se la coppia si riconcilia, la separazione viene annullata. Altrimenti, trascorsi sei mesi (ovvero 1 anno in caso di separazione giudiziale) dalla separazione, le parti possono chiedere il divorzio.

Che differenza c’è tra la separazione di fatto e quella legale?

La separazione legale è il provvedimento con cui il Giudice autorizza i coniugi a vivere separati e stabilisce - ovvero verifica - le condizioni per l'affidamento dei figli minori, l'assegnazione della casa familiare e l'eventuale pagamento di un assegno di mantenimento da parte di un coniuge in favore dell'altro e dei figli. Dalla comparizione dei coniugi avanti il Presidente del Tribunale decorre inoltre il termine di 6 mesi (ovvero 1 anno in caso di separazione giudiziale) per addivenire al divorzio. La separazione di fatto consiste invece nell'allontanamento di uno dei coniugi per volontà unilaterale, o per accordo, ma senza l'intervento di un Giudice. Ai sensi dell'articolo 158, primo comma, codice civile "la separazione per il solo consenso dei coniugi non ha effetto senza l'omologazione del giudice". Insomma, questo evento non comporta alcun effetto giuridico (non è possibile ad esempio richiedere il divorzio ovvero un provvedimento per la riscossione dei crediti), ma da un punto di vista sostanziale ha invece delle conseguenze negative:

  • è causa di richiesta di separazione da parte del coniuge abbandonato, anche se non esiste più il reato di abbandono del tetto coniugale
  • può essere utilizzata come elemento di addebito ai danni del coniuge che ha volutamente violato gli obblighi di assistenza morale e materiale e/o di fedelta'
  • è causa per la presentazione di denuncia per violazione degli obblighi di assistenza famigliare (art. 570 c.p.) se è accompagnato dal mancato versamento del contributo di mantenimento a favore dei figli
  • se il coniuge abbandonato è sprovvisto di mezzi e quindi ha diritto ad un assegno di mantenimento, può presentare querela, ai sensi dell'art. 570 c.p.
 

Quando si può richiedere la separazione legale?

I coniugi (o ciascun coniuge) possono richiedere la separazione "quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio alla educazione della prole".

Ci si può opporre alla separazione chiesta dall’altro coniuge?

Non ci si può opporre se la richiesta è motivata dai fatti previsti dalla legge ovvero quando si siano verificati fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio alla educazione della prole. Si può però far presente, se è il caso, che mancano i presupposti ovvero richiedere al Giudice di addebitare la separazione all'altro coniuge.

Quanti tipi di separazione legale esistono?

Sotto il profilo del diritto processuale la separazione legale può essere consensuale o giudiziale.

Nella separazione consensuale le due parti sono già d’accordo sulle condizioni concernenti l’affidamento dei figli, l’assegno, la casa, l'eventuale divisione patrimoniale, ecc. I coniugi, anche per il tramite di un unico avvocato, presentano un unico ricorso e devono confermare la loro volontà davanti al Presidente del Tribunale che pronuncerà la sentenza.

Nella separazione giudiziale uno solo dei coniugi presenta la domanda al Tribunale. L'altro coniuge quale avanzerà poi le sue richieste. In prima istanza, il Presidente pronuncia i provvedimenti di urgenza, quindi la causa prosegue avanti ad un Giudice Istruttore per raccogliere le prove necessarie in relazione alle domande delle parti. Alla fine il Tribunale pronuncerà la sentenza.

Tra la separazione consensuale e quella giudiziale, qual’è la procedura preferibile?

Non ci stancheremo mai di indicare i motivi per cui è preferibile la procedura della separazione consensuale, non fosse altro perché risulta meno traumatica per i coniugi e non esacerbando gli animi, può preludere alla loro riconciliazione. Consente la permanenza di quel reciproco rispetto, necessario soprattutto in presenza di figli, considerato che i coniugi, relativamente alla prole, dovrebbero comunque avere continui rapporti e la più ampia comunicazione. E' meno traumatica per i figli, parenti e amici. Le decisioni sono prese d’accordo tra le parti, anziché essere imposte dal Giudice. E' più rapida e più economica, non fosse altro perché la legge sul divorzio breve concede un termine abbreviato (6 mesi, anziché 1 anno) per richiedere il divorzio.

Per ottenere la separazione è sempre necessario fare una causa con un avvocato?

Sì. E’ sempre obbligatorio l'intervento del Giudice, che esercita un controllo sulla legittimità ed opportunità delle principali scelte della coppia (in particolare per quanto riguarda i figli minorenni).

Quanto alla assistenza di un avvocato, oltre che obbligatoria è anche raccomandabile. Le condizioni personali e patrimoniali eventualmente concordate dai coniugi e recepite ovvero statuite dalla Autorità Giudiziaria hanno carattere "definitivo" nei rapporti tra i coniugi e costituiscono comunque il presupposto nell'eventuale giudizio di modifica delle condizioni di separazione e di divorzio. Anche in presenza di un accordo tra i coniugi per una separazione consensuale, è comunque necessario prestare la massima attenzione a tale procedimento e valutare con prudenza - caso per caso - frasi "di stile" che in realtà occultano condizioni e situazioni giuridiche ben determinate.

E’ raccomandabile valutare, anche con l’ausilio di un legale, ogni aspetto senza faciloneria (“tanto ci metteremo sempre d’accordo”) né eccessiva pignoleria: un minimo di collaborazione tra i coniugi (e un pizzico di buon senso) rimane indispensabile.

Un solo avvocato per entrambi i coniugi, puo’ bastare?

Sì. In caso di separazione consensuale, non solo è possibile ma è anche consigliabile. Se i coniugi hanno maturato di comune accordo la decisione di separarsi, l'assistenza di un unico legale riduce drasticamente tempi e costi. In questo caso, l'Avvocato Andrea Rossolini diventerà il consulente di entrambi i coniugi e li guiderà verso la migliore soluzione del caso.

Che cos’è l’addebito?

Il Giudice, su esplicita richiesta di un coniuge e dopo un'approfondita istruttoria, può dichiarare a quale dei coniugi è addebitabile la separazione. In tal caso al coniuge al quale non è stata addebitata la separazione non può essere imposto il pagamento di un assegno di mantenimento, ma solo, eventualmente, l'assegno alimentare.

Che differenza c’è tra assegno di mantenimento ed assegno alimentare?

L'assegno di mantenimento ha la funzione di mantenere il tenore di vita avuto in costanza di matrimonio, per cui può essere di importo anche elevato. Al contrario, l'assegno alimentare serve ai bisogni elementari di vita e la sua entità è necessariamente modesta.

L’assegno di mantenimento al coniuge è sempre dovuto?

No. La condizione essenziale affinché il Giudice ponga a carico di uno dei due coniugi separati l'assegno di mantenimento è la non titolarità di adeguati redditi propri. Per "adeguato" si intende quel reddito prodotto in maniera autonoma dall'individuo in grado di consentirne il mantenimento del tenore di vita adottato in costanza di matrimonio. La separazione "tende a conservare il più possibile tutti gli effetti propri del matrimonio compatibili con la cessazione della convivenza" (Cassazione Civile, sentenza n. 5555 del 19 Marzo 2004).

L’assegno di mantenimento al figlio è sempre dovuto?

No. L'obbligo di provvedere al mantenimento dei figli cessa al compimento della maggiore età e solo al raggiungimento dell'autonomia patrimoniale del figlio.

Come viene calcolato l’assegno di mantenimento?

Di solito il Giudice provvede a frazionare l'importo complessivo delle entrate del nucleo familiare e le suddivide tra i vari componenti (figli ed eventualmente altro coniuge economicamente non sufficiente) e ciò al fine di conservare il medesimo tenore di vita serbato in costanza di matrimonio.

A chi vengono affidati i figli?

Di norma l'affidamento dei figli minori è congiunto ad entrambi i genitori e domiciliati presso uno dei genitori. In ogni caso il Giudice orienterà la propria scelta cercando di tutelare nel modo migliore il minore.

A chi viene assegnata la casa coniugale?

In via ordinaria, al coniuge con cui vivono i figli.

Cosa si può fare se il coniuge separato non versa gli assegni dovuti?

Si può agire direttamente con un atto di precetto e, ove non basti, si può procedere all'esecuzione forzata (pignoramento dello stipendio o altro). In caso di inadempienza, su richiesta dell'avente diritto, il giudice può disporre il sequestro di parte dei beni del coniuge obbligato e ordinare ai terzi, tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di danaro all'obbligato, che una parte di essa venga versata direttamente agli aventi diritto. E' possibile inoltre presentare una denuncia querela al P.M. per la violazione degli obblighi di assistenza famigliare (art. 570 c.p.) in presenza di figli e di coniuge sprovvisti di mezzi.

Come si fa per ottenere la separazione se il coniuge è straniero?

Se il matrimonio è stato celebrato o trascritto in Italia, vige la giurisdizione del Giudice italiano. La casistica è comunque molto varia e regolata dal diritto internazionale privato.

E’ possibile riconciliarsi dopo la separazione?

Sì. Ai sensi dell'articolo 157 codice civile, "I coniugi possono di comune accordo far cessare gli effetti della sentenza di separazione, senza che sia necessario l'intervento del giudice, con una espressa dichiarazione o con un comportamento non equivoco che sia incompatibile con lo stato di separazione. La separazione può essere pronunziata nuovamente soltanto in relazione a fatti e comportamenti intervenuti dopo la riconciliazione". Anche per tale motivo, è in ogni caso raccomandabile l'assistenza e la consulenza di un legale.

 

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