Il diritto del genitore ad includere nelle frequentazioni con i figli il nuovo convivente

Il diritto del genitore ad includere nelle frequentazioni con i figli il nuovo convivente

In assenza di pregiudizio per il minore e adottando le opportune cautele, il genitore separato ha diritto a coinvolgere il proprio figlio nella sua nuova relazione sentimentale, trattandosi di una formazione sociale a rilevanza costituzionale; ciò, a maggior ragione, dove il periodo di riferimento non sia quello immediatamente successivo alla separazione (e più delicato) ma quello divorzile a distanza di diversi anni dalla rottura della convivenza madre – padre.

Consulta, decisione storica: sì al cognome della madre ai figli.

Consulta, decisione storica: sì al cognome della madre ai figli.

Superando quello che nelle motivazioni viene indicato come il «retaggio di una concezione patriarcale della famiglia, la quale affonda le proprie radici nel diritto di famiglia romanistico, e di una tramontata potestà maritale, non più coerente con i principi dell’ordinamento e con il valore costituzionale dell’uguaglianza tra uomo e donna», con la sentenza 21 dicembre […]

La validità degli accordi prematrimoniali in vista del divorzio.

La validità degli accordi prematrimoniali in vista del divorzio.

In linea con «un sistema normativo ormai orientato a riconoscere sempre più spazi di autonomia ai coniugi nel determinare i propri rapporti economici, anche successivi alla crisi coniugale», la Cassazione – chiamata a statuire sulla legittimità di una sentenza pronunciata dalla Corte di Appello delle Marche in Ancona che si era pronunciata in favore alla validità di detto patto prematrimoniale – con la decisione n. 23713/12 inquadra in un contratto atipico con condizione sospensiva lecita, espressione dell’autonomia negoziale dei coniugi diretta a realizzare interessi meritevoli di tutela, ai sensi dell’art. 1322, secondo comma, cod. civ., l’impegno negoziale assunto dai nubendi in caso di “fallimento” del matrimonio. Nella pronuncia in esame, la Corte, tuttavia, non esprime un giudizio di validità, nel nostro ordinamento, dei patti prematrimoniali in vista del divorzio, molto frequenti in altri Stati ed, in particolare in quelli di cultura anglosassone, ma inquadra l’accordo negoziale dei nubendi in un «vero e proprio contratto caratterizzato da prestazioni e controprestazioni tra loro proporzionali (…) libera espressione della loro autonomia negoziale, estraneo peraltro alla categoria degli accordi prematrimoniali (ovvero effettuati in sede di separazione consensuale) in vista del divorzio, che intendono regolare l’intero assetto economico tra i coniugi o un profilo rilevante (come la corresponsione di assegno), con possibili arricchimenti e impoverimenti». Il fallimento del matrimonio, pertanto,  non è  «causa genetica dell’accordo, ma è degradato a mero “evento condizionale”» ed è questa, in buona sostanza, la ragione fondamentale per la quale la Corte appone il crisma della legalità alla vicenda al suo esame. Read more about La validità degli accordi prematrimoniali in vista del divorzio.

Separazione e divorzi: la convenzione di negoziazione assistita.

Separazione e divorzi: la convenzione di negoziazione assistita.

La convenzione di negoziazione assistita da un avvocato è un “accordo mediante il quale le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia tramite l’assistenza di avvocati iscritti all’albo”. In particolare la convenzione di negoziazione assistita da un avvocato “può essere conclusa tra coniugi al fine di raggiungere una soluzione consensuale di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio”. L’accordo raggiunto a seguito della convezione – che, con l’assistenza di un avvocato, può riguardare anche rapporti e trasferimenti patrimoniali (ad esempio, uso della casa coniugale, assegno di mantenimento, ovvero qualunque altra utilità economica tra i coniugi) – produce gli effetti dei provvedimenti giudiziali (sentenza e decreto di omologa) che definiscono i procedimenti di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio di scioglimento del matrimonio e di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio.

Ottenuto il nulla osta dal Procuratore della Repubblica, è possibile infatti trascrivere in Comune la convenzione di separazione o divorzio senza la necessità di comparire avanti il Tribunale.

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