La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 17360 del 27 giugno 2025, ha chiarito definitivamente i principi che regolano la responsabilità dei gestori di blog per i commenti diffamatori pubblicati da terzi utenti.
I Fatti del Caso
Un soggetto aveva citato in giudizio il gestore di un blog per ottenere il risarcimento dei danni derivanti da commenti ingiuriosi pubblicati da alcuni utenti e non tempestivamente rimossi. Dopo il rigetto in primo grado dal Tribunale di Siena e la conferma della Corte d’Appello di Firenze, il caso è approdato in Cassazione.
La Questione della Pubblicazione
La Suprema Corte ha confermato che il blogger, in quanto hosting provider “passivo”, non è responsabile per la mera pubblicazione di commenti diffamatori da parte di terzi. La responsabilità sorge solo quando:
- Il blogger assume un ruolo attivo nella selezione e controllo dei messaggi (hosting provider “attivo”)
- Ha effettiva conoscenza del carattere illecito dei contenuti al momento della pubblicazione
Spetta all’attore danneggiato dimostrare questi elementi costitutivi della responsabilità, in applicazione dell’art. 2697 c.c.
Il Principio Innovativo: L’Obbligo di Rimozione
Il punto più rilevante della decisione riguarda l’obbligo di rimozione dei contenuti illeciti. La Cassazione ha stabilito che:
Il blogger è tenuto a rimuovere tempestivamente i commenti diffamatori non appena acquisisca consapevolezza della loro manifesta illiceità, indipendentemente dal fatto che tale conoscenza derivi da una comunicazione delle autorità competenti.
Questo principio supera l’interpretazione restrittiva della Corte d’Appello, che richiedeva necessariamente una “conoscenza qualificata” derivante da comunicazioni ufficiali.
Le Fonti Normative
La decisione si basa sull’art. 16 del D.Lgs. n. 70/2003, che recepisce la Direttiva 2000/31/CE sul commercio elettronico. La norma prevede che l’hosting provider non sia responsabile delle informazioni memorizzate, purché:
- Non sia effettivamente a conoscenza dell’illiceità
- Agisca immediatamente per rimuovere le informazioni una volta acquisita tale conoscenza
Il Punto di Equilibrio
La Cassazione ha individuato un equilibrato contemperamento tra:
- Tutela del prestatore di servizi: esenzione dalla responsabilità per contenuti di terzi
- Tutela dei soggetti lesi: obbligo di rimozione tempestiva una volta acquisita la conoscenza dell’illiceità
Implicazioni Pratiche
Per i gestori di blog e siti web, la decisione comporta:
- Monitoraggio attivo: necessità di verificare periodicamente i contenuti segnalati
- Rimozione tempestiva: obbligo di intervenire rapidamente sui contenuti manifestamente illeciti
- Documentazione: opportunità di conservare evidenza delle azioni intraprese
Conclusioni per la Pratica Professionale
Come Avvocato con esperienza in diritto digitale e responsabilità civile online, questa pronuncia della Cassazione rappresenta un punto di svolta nella definizione degli standard di responsabilità per i gestori di piattaforme digitali.
La decisione conferma l’evoluzione giurisprudenziale verso un equilibrio più maturo tra libertà di espressione e tutela dei diritti della personalità nell’ambiente digitale. Per i professionisti del settore, emerge la necessità di una consulenza specializzata che sappia navigare la complessità normativa del diritto informatico e delle responsabilità online.
La chiarezza dei principi stabiliti dalla Suprema Corte offre maggiore certezza del diritto sia per i gestori di piattaforme che per i soggetti che ritengono di aver subito lesioni della propria reputazione online.
Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale. Per un parere professionale sul vostro caso specifico, vi invito a contattare il mio studio o prenotare una consulenza legale on-line:
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