I danni da vaccino sono indennizzabili?

I danni da vaccino sono indennizzabili?

La parziale obbligatorietà della vaccinazione anti CODIV-19 in Italia ed i dubbi sulla risarcibilità di eventuali danni da vaccinazione. La parziale obbligatorietà della vaccinazione anti COVID-19 in Italia previsto per tutte le professioni e gli operatori del comparto sanitario – espressamente definita dal legislatore quale “requisito essenziale per l’esercizio della professione e per lo svolgimento […]

Gratuito Patrocinio a Spese dello Stato

Gratuito Patrocinio a Spese dello Stato

«Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione» – Art. 24, comma 3 Costituzione della Repubblica Italia.

Mi occupo personalmente di assistenza giudiziaria civile e penale in regime di gratuito patrocinio a spese dello Stato. Trattasi di un’istituto onorifico per la professione di avvocato che mi onoro di assolvere con impegno e dignità nelle seguenti discipline: Diritto Civile, affari di Volontaria Giurisdizione e relative Esecuzioni | Processo di esecuzione | Diritto delle persone e della famiglia | Diritto Penale e relative Esecuzioni.

Chi può essere ammesso

Per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato è necessario che il richiedente sia titolare di un reddito annuo imponibile, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore a euro 11.746,68. Se l’interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l’istante; nel penale, la soglia di euro 11.746,68 è aumentato di euro 1.032,91 per ogni familiare convivente.

Eccezione: si tiene conto del solo reddito personale quando la controversia riguarda diritti della personalità (es.: separazione, divorzio, filiazione ecc.), ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi.

Infine, sono sempre ammessi di diritto - qualunque sia il reddito, anche se superiore al limite di reddito complessivo di 11.746,68 euro - tutte le vittime di reati di: Ed inoltre:
  • «I figli minori o i figli maggiorenni economicamente non autosufficienti rimasti orfani di un genitore a seguito di omicidio commesso in danno dello stesso genitore dal coniuge, anche legalmente separato o divorziato, dall'altra parte dell'unione civile, anche se l'unione civile è cessata, o dalla persona che è o è stata legata da relazione affettiva e stabile convivenza possono essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato, anche in deroga ai limiti di reddito previsti, applicando l'ammissibilità in deroga al relativo procedimento penale e a tutti i procedimenti civili derivanti dal reato, compresi quelli di esecuzione forzata».

Tutte queste categorie, infatti, sono sempre ammesse al gratuito patrocinio anche se superano la soglia di reddito stabilita dalla legge.

Possono richiedere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato: i cittadini italiani, gli stranieri, regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale al momento del sorgere del rapporto o del fatto oggetto del processo da instaurare, gli apolidi, gli enti o associazioni che non perseguano fini di lucro e non esercitino attività economica. L’ammissione può essere richiesta in ogni stato e grado del processo ed è valida, nel penale, per tutti i successivi gradi del giudizio.

Come si presenta la domanda

I moduli per le domande sono disponibili in questo sito (nella sezione documenti). La domanda può essere presentata dall’Avv. Andrea Rossolini che dovrà autenticare la firma di chi sottoscrive la domanda. Può essere inviata a mezzo raccomandata a.r. con allegata fotocopia di un documento di identità valido del richiedente.

Cosa contiene la domanda

La domanda, sottoscritta dall'interessato, va presentata in carta semplice e deve indicare: la richiesta di ammissione al patrocinio, le generalità anagrafiche e codice fiscale del richiedente e dei componenti il suo nucleo familiare, l’attestazione dei redditi percepiti da ogni familiare l’anno precedente alla domanda (autocertificazione), l’impegno a comunicare le eventuali variazioni di reddito rilevanti ai fini dell’ammissione al beneficio, se trattasi di causa già pendente, la data della prossima udienza (nel diritto civile anche le generalità e residenza della controparte, ragioni di fatto e diritto utili a valutare la fondatezza della pretesa da far valere). Va inoltre indicato l'assenza di condanne definitive, passate in giudicato, per per i reati di associazione mafiosa, e connessi al traffico di tabacchi e agli stupefacenti (modifiche apportate dalla legge 24 luglio 2008, n. 125)

Cosa fa l’autorità proposta dopo il deposito della domanda

L’autorità proposta all'ammissione valuta innanzitutto se ricorrono le condizioni per l’ammissibilità (in ambito civile, valuta anche la fondatezza delle pretese da far valere in giudizio). Entro qualche tempo, l’autorità accoglie la domanda ovvero la dichiara inammissibile o la rigetta.

La tua domanda non è tra queste? Puoi inviarci una e-mail utilizzando questo form. Ti risponderemo non appena possibile.

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Dal 26 maggio 2015, al via il divorzio breve

Dal 26 maggio 2015, al via il divorzio breve

La Gazzetta Ufficiale n. 107 del 11.05.2015 ha pubblicato la legge n. 55/2015 (“Disposizioni in materia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonche’ di comunione tra i coniugi”). Per l’effetto, la legge entrerà in vigore il 26.05.2015. A partire da tale data, tutte le coppie separate consensualmente da almeno 6 mesi (dalla data dell’udienza presidenziale) potranno richiedere il divorzio (o la cessazione degli effetti civili, in caso di matrimonio concordatario). Tale periodo è elevato ad un anno in caso di separazione giudiziale. Trattasi del c.d. divorzio breve perché prima della riforma, la legge del divorzio prevedeva il termini di 3 anni. Importanti novità anche in materia di scioglimento della comunione legale: «Nel caso di separazione personale, la comunione tra i coniugi si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati, ovvero alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale dei coniugi dinanzi al presidente, purchè omologato. L’ordinanza con la  quale i coniugi sono autorizzati a vivere separati è comunicata all’ufficiale dello stato civile ai fini dell’annotazione dello scioglimento della comunione».

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La guida in stato di ebbrezza ed il lavoro di pubblica utilità

La guida in stato di ebbrezza ed il lavoro di pubblica utilità

Gli articoli 186 e 187 del Codice della Strada prevedono e puniscono come reato la guida in stato di ebbrezza e guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti nonché il reato di rifiuto di sottoporsi ai relativi accertamenti. In Italia, il limite alcoolemico è di 0,5 grammi per litro e “tolleranza zero” per i conducenti professionali e per i neopatentati (e di chi ha meno di 21 anni di età). In caso di condanna per uno di questi reati, il giudice può disporre la sostituzione della pena detentiva e/o pecuniaria col lavoro di pubblica utilità ai sensi dell’articolo 54 del Decreto Legislativo del 28 agosto 2000, n. 274, purché l’imputato non si opponga. Nella pratica però – prassi consolidata anche nel Tribunale di Ancona – è oppurtuno manifestare al giudice per il tramite di un difensore la propria intenzione di svolgere i lavori di pubblica utilità anche con una formale richiesta, prima che sia pronunciata la sentenza di condanna. Il lavoro di pubblica utilità consiste nella prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività da svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato appositamente individuati.

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