Al via le unioni civili tra persone dello stesso sesso e la disciplina delle convivenze

Al via le unioni civili tra persone dello stesso sesso e la disciplina delle convivenze

Il 05/06/2016 entrerà in vigore nell’ordinamento giuridico italiano la Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e la disciplina delle convivenze di cui alla LEGGE 20 maggio 2016, n. 76 (in GU Serie Generale n.118 del 21-5-2016). Per comodità espositiva, riportiamo il testo della legge con le sole norme di natura giuridica in senso […]

La validità degli accordi prematrimoniali in vista del divorzio.

La validità degli accordi prematrimoniali in vista del divorzio.

In linea con «un sistema normativo ormai orientato a riconoscere sempre più spazi di autonomia ai coniugi nel determinare i propri rapporti economici, anche successivi alla crisi coniugale», la Cassazione – chiamata a statuire sulla legittimità di una sentenza pronunciata dalla Corte di Appello delle Marche in Ancona che si era pronunciata in favore alla validità di detto patto prematrimoniale – con la decisione n. 23713/12 inquadra in un contratto atipico con condizione sospensiva lecita, espressione dell’autonomia negoziale dei coniugi diretta a realizzare interessi meritevoli di tutela, ai sensi dell’art. 1322, secondo comma, cod. civ., l’impegno negoziale assunto dai nubendi in caso di “fallimento” del matrimonio. Nella pronuncia in esame, la Corte, tuttavia, non esprime un giudizio di validità, nel nostro ordinamento, dei patti prematrimoniali in vista del divorzio, molto frequenti in altri Stati ed, in particolare in quelli di cultura anglosassone, ma inquadra l’accordo negoziale dei nubendi in un «vero e proprio contratto caratterizzato da prestazioni e controprestazioni tra loro proporzionali (…) libera espressione della loro autonomia negoziale, estraneo peraltro alla categoria degli accordi prematrimoniali (ovvero effettuati in sede di separazione consensuale) in vista del divorzio, che intendono regolare l’intero assetto economico tra i coniugi o un profilo rilevante (come la corresponsione di assegno), con possibili arricchimenti e impoverimenti». Il fallimento del matrimonio, pertanto,  non è  «causa genetica dell’accordo, ma è degradato a mero “evento condizionale”» ed è questa, in buona sostanza, la ragione fondamentale per la quale la Corte appone il crisma della legalità alla vicenda al suo esame. Read more about La validità degli accordi prematrimoniali in vista del divorzio.

Separazione e divorzi: la convenzione di negoziazione assistita.

Separazione e divorzi: la convenzione di negoziazione assistita.

La convenzione di negoziazione assistita da un avvocato è un “accordo mediante il quale le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia tramite l’assistenza di avvocati iscritti all’albo”. In particolare la convenzione di negoziazione assistita da un avvocato “può essere conclusa tra coniugi al fine di raggiungere una soluzione consensuale di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio”. L’accordo raggiunto a seguito della convezione – che, con l’assistenza di un avvocato, può riguardare anche rapporti e trasferimenti patrimoniali (ad esempio, uso della casa coniugale, assegno di mantenimento, ovvero qualunque altra utilità economica tra i coniugi) – produce gli effetti dei provvedimenti giudiziali (sentenza e decreto di omologa) che definiscono i procedimenti di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio di scioglimento del matrimonio e di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio.

Ottenuto il nulla osta dal Procuratore della Repubblica, è possibile infatti trascrivere in Comune la convenzione di separazione o divorzio senza la necessità di comparire avanti il Tribunale.

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Separazione consensuale e patti per il trasferimento di beni: le condizioni per la loro validità.

Separazione consensuale e patti per il trasferimento di beni: le condizioni per la loro validità.

«Secondo la giurisprudenza di questa Corte – di Cassazione, N.d.R. – le pattuizioni intervenute tra coniugi, che abbiano in corso una separazione consensuale, con cui si obblighino a trasferire determinati beni facenti parte della comunione legale, successivamente od in vista dell’omologazione della loro separazione personale consensuale ed al dichiarato fine della integrativa regolamentazione del relativo regime patrimoniale, non configura una convenzione matrimoniale ex art. 162 c.c., postulante il normale svolgimento della convivenza coniugale ed avente riferimento ad una generalità di beni anche di futura acquisizione, né un contratto di donazione, avente come causa tipici ed esclusivi scopi di liberalità (e non l’esigenza di assetto dei rapporti personali e patrimoniali dei coniugi separati), bensì un diverso contratto atipico, con propri presupposti e finalità (Cass. 11 maggio 1984 n. 2887; Cass. 23 dicembre 1988 n. 2887; Cass. 12 settembre 1997 n. 9034). Invero in base all’impianto complessivo dell’art. 711 c.p.c., (in combinato disposto con l’art. 158 c.c., comma 1), il procedimento in detta norma descritto da vita ad una fattispecie complessa nella quale il contenuto del regolamento concordato tra i coniugi, se trova la sua fonte nel relativo accordo, acquista però efficacia giuridica soltanto in seguito al provvedimento di omologazione, cui compete l’essenziale funzione di controllare che i patti intervenuti tra i coniugi siano conformi agli interessi superiori della famiglia (Cass. 5 gennaio 1984 n. 14). Read more about Separazione consensuale e patti per il trasferimento di beni: le condizioni per la loro validità.